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Piante tossiche per i gatti

Un gruppo pesa più di tutti gli altri: i gigli veri (Lilium) e le emerocallidi (Hemerocallis). La FDA afferma che l’intera pianta del giglio è tossica — gambo, foglie, fiori, polline e perfino l’acqua del vaso — e che nel gatto questo porta a danno renale e poi a insufficienza renale. Tutto il resto di questa pagina sta sotto, dalle piante a glicosidi cardiaci come l’oleandro alle piante da appartamento i cui ossalati di calcio provocano un’irritazione della bocca dolorosa ma di solito passeggera.

Aggiornato il 07/10/2026.

Se il vostro animale ha mangiato parte di una pianta, non aspettate i sintomi e non provate a curarlo in casa: consultate un veterinario immediatamente oppure chiamate il Centro Antiveleni al 02 66 101 029.

Fiore di giglio bianco

Gigli veri (Lilium): la FDA descrive tutta la pianta, polline e acqua del vaso compresi, come tossica per il gatto.

Foto: Dandy1022 — CC BY-SA 4.0 · via Wikimedia Commons

I dati in una tabella

PiantaNome scientificoPrincipio tossicoChe cosa provoca
MughettoConvallaria majaliscardenolídeos (convalarina e outros)potenzialmente mortale
Cycas (falsa palma da sago)Cycas revolutacicasinapotenzialmente mortale
EmerocallideHemerocallis spp.nefrotoxina ainda não identificadapotenzialmente mortale
Gigli veri (asiatici, di Pasqua, orientali, tigrato)Lilium spp.nefrotoxina ainda não identificadapotenzialmente mortale
OleandroNerium oleanderglicosídeos cardíacospotenzialmente mortale
Azalea e rododendroRhododendron spp.graianotoxinagrave
Aloe veraAloe verasaponinas e antraquinonasdisturbi digestivi
TulipanoTulipa spp.tulipalina A e Bdisturbi digestivi
DieffenbachiaDieffenbachia spp.oxalatos de cálcio insolúveis e enzima proteolíticairritazione della bocca
Pothos (edera del diavolo)Epipremnum aureumoxalatos de cálcio insolúveisirritazione della bocca
Monstera (falso filodendro)Monstera deliciosaoxalatos de cálcio insolúveisirritazione della bocca

Principio tossico e specie colpita secondo il centro antiveleni per animali dell’ASPCA, il Pet Poison Helpline e la FDA. L’ASPCA avverte che il suo elenco non vuole essere completo.

Fonti: ASPCA Animal Poison Control Center · U.S. Food and Drug Administration · Pet Poison Helpline · ASPCA

Il giglio è un’emergenza

La FDA nomina con precisione il gruppo pericoloso: le specie di Lilium, che comprendono i gigli asiatici, di Pasqua, orientali, rubrum, stargazer, tigrati e di bosco, e Hemerocallis, le emerocallidi. Descrive l’intera pianta come tossica, polline e acqua del vaso compresi — per questo un gatto che ha sfiorato un mazzo e poi si è pulito è un caso vero e non un falso allarme. La cronologia che la FDA indica va da calo di attività, salivazione, vomito e perdita di appetito nelle prime dodici ore, all’inizio del danno renale tra dodici e ventiquattro ore, fino all’insufficienza renale tra ventiquattro e settantadue ore.

La conclusione pratica è, per una pagina di tossicologia, insolitamente semplice: in una casa con un gatto non tenere gigli veri né emerocallidi, e non accettarli in un mazzo. Una pianta il cui solo polline può avviare quella sequenza non si gestisce mettendola in alto.

Se il vostro animale ha mangiato parte di una pianta, non aspettate i sintomi e non provate a curarlo in casa: consultate un veterinario immediatamente oppure chiamate il Centro Antiveleni al 02 66 101 029.

Fonti: U.S. Food and Drug Administration · Pet Poison Helpline

Non tutto ciò che si chiama giglio è un giglio

La confusione di nomi è reale e vale la pena sbrogliarla. La FDA mette da parte le piante che hanno "giglio" nel nome e sono molto meno nocive: la calla e lo spatifillo provocano solo un’irritazione locale, e il giglio degli Incas un leggero disturbo digestivo. Segnala anche due piante pericolose per altri motivi — il mughetto e il giglio di fuoco (gloriosa), che non sono Lilium.

"Questo giglio è pericoloso?" dipende quindi dalla botanica, non dal nome comune. Il mughetto è Convallaria majalis, e l’ASPCA indica come principi tossici cardenolidi, fra cui la convallarina, con effetti che comprendono battito irregolare e pressione bassa — un meccanismo diverso dal danno renale dei gigli veri, e pericoloso anche per il cane.

Fonti: U.S. Food and Drug Administration · ASPCA Animal Poison Control Center

Le piante da appartamento comuni: dolorose, raramente mortali

Monstera, pothos e dieffenbachia condividono un principio tossico — ossalati di calcio insolubili — e un quadro clinico: irritazione della bocca, bruciore intenso di bocca, lingua e labbra, salivazione, vomito e difficoltà a deglutire. La dieffenbachia aggiunge un enzima proteolitico. Sono le piante dietro la maggior parte delle chiamate del tipo "il mio gatto ha morso una foglia", e l’esito abituale è un animale molto infastidito e non un caso critico.

Non è un motivo per alzare le spalle. I cristalli di ossalato provocano dolore vero, un gonfiore in bocca può ostacolare la deglutizione, e la quantità ingerita da quel gatto preciso non si deduce guardando la foglia. Resta una telefonata, soltanto non la stessa di un giglio.

Fonti: ASPCA Animal Poison Control Center · ASPCA Animal Poison Control Center · ASPCA Animal Poison Control Center

Cosa fare e cosa non fare

L’indicazione della FDA è chiamare subito: se sospettate che il gatto abbia mangiato una parte di un giglio o il suo polline, o abbia bevuto l’acqua di un vaso con gigli, consultate un veterinario oppure un centro antiveleni per animali. Portate con voi la pianta o una foto, perché l’identificazione cambia quello che viene dopo. Le due cose da non fare sono aspettare di vedere se compaiono sintomi e provare qualcosa in casa.

  • Centro Antiveleni — Ospedale Niguarda, Milano: 02 66 101 029

Se il vostro animale ha mangiato parte di una pianta, non aspettate i sintomi e non provate a curarlo in casa: consultate un veterinario immediatamente oppure chiamate il Centro Antiveleni al 02 66 101 029.

Fonti: U.S. Food and Drug Administration · ASPCA Animal Poison Control Center · ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milão · Istituto Superiore di Sanità (Itália) · Ministero della Salute (Itália)

Monstera dalle foglie incise

Monstera deliciosa: ossalati di calcio insolubili, che provocano un’irritazione dolorosa della bocca.

Foto: H. Zell — CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Quello che quasi tutti sbagliano

  • "Solo il bulbo o le foglie sono pericolosi." Nei gigli veri la FDA dice che l’intera pianta è tossica, polline e acqua del vaso compresi.
  • "Lo spatifillo è un giglio." Non lo è. La FDA mette calla e spatifillo fra le piante che provocano solo irritazione locale.
  • "Aspettiamo di vedere se il gatto sta male." Con i gigli il danno renale inizia tra dodici e ventiquattro ore. La FDA dice di chiamare subito.
  • "L’elenco dell’ASPCA è completo." L’ASPCA stessa avverte che non vuole essere completo e raccoglie le piante più frequenti.

Fonti: U.S. Food and Drug Administration · ASPCA Animal Poison Control Center

Domande frequenti

Qual è la pianta più pericolosa per un gatto?
I gigli veri (Lilium) e le emerocallidi (Hemerocallis). La FDA descrive l’intera pianta come tossica, polline e acqua del vaso compresi, con danno e poi insufficienza renale.
La monstera è tossica per il gatto?
L’ASPCA la elenca come tossica per gatto e cane, con ossalati di calcio insolubili che provocano irritazione della bocca, bruciore intenso, salivazione, vomito e difficoltà a deglutire.
Cosa faccio se il gatto ha mangiato un giglio?
Chiamare subito il veterinario o un centro antiveleni — in Italia il Centro Antiveleni di Niguarda allo 02 66 101 029 — senza aspettare i sintomi.
Una pianta che non è nell’elenco dell’ASPCA è sicura?
Non necessariamente. L’ASPCA afferma che il suo elenco non è completo: raccoglie le piante più frequentemente incontrate.

Come leggere i numeri

I numeri di «Piante tossiche per i gatti» vengono dalla tabella dei fatti in alto, con la fonte ufficiale a fianco.

Da dove vengono i dati

Ogni sezione di «Piante tossiche per i gatti» cita la sua fonte (agenzia, università o club di razza) con data di verifica.

Cosa questa pagina non sostituisce

Informazione educativa, non sostituisce la valutazione di un veterinario, agronomo o specialista per il tuo caso specifico.

Approfondire nella fonte ufficiale

Per approfondire «Piante tossiche per i gatti», la fonte citata sotto pubblica il documento originale.

ASPCA Animal Poison Control Center

Le parole di questa pagina

Tossicità

Capacità di una pianta o sostanza di nuocere a un organismo, che varia con la specie esposta, la quantità ingerita e la taglia dell’animale. Una pianta «tossica per i cani» non è necessariamente tossica per l’uomo alla stessa dose, e vale anche il contrario.

Definizione standard di ASPCA — Animal Poison Control Center · Tossicità

Ipoallergenico

Termine usato per le razze che rilasciano meno allergene nell’ambiente, di solito perché perdono meno pelo. Nessuna razza di cane o gatto è del tutto priva di allergene: il principale allergene del gatto viene da saliva e pelle, non solo dal pelo, e una persona molto sensibile può reagire a qualsiasi razza.

Definizione standard di American Kennel Club · Ipoallergenico

Ciclo di vita

Sequenza di fasi che un organismo attraversa dalla nascita alla morte — per un animale, cucciolo, adulto e anziano; per una pianta, germinazione, crescita, fioritura e, nelle annuali, morte dopo la produzione del seme.

Ciclo di vita

Dormienza

Periodo in cui la pianta riduce il metabolismo e smette di crescere in modo visibile, di solito in autunno e inverno, per sopravvivere al freddo o alla siccità. Potare, trapiantare o concimare durante la dormienza di solito stressa la pianta meno che farlo in piena attività.

Dormienza

Emisfero

Metà del globo divisa dall’equatore. Le stagioni si invertono tra i due: quando è inverno nell’emisfero settentrionale, è estate in quello meridionale, il che sposta il calendario di potatura, fioritura e raccolta descritto in questa pagina.

Emisfero

Zona di rusticità

Fascia numerata che classifica una regione in base alla temperatura minima media raggiunta in inverno, usata per capire se una pianta sopravvive lì all’aperto. Il sistema di riferimento è quello statunitense (USDA), dalla zona 1, la più fredda, alla 13, la più calda.

Definizione standard di USDA — Agricultural Research Service, Plant Hardiness Zone Map · Zona di rusticità

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Fonti

Vedi anche